Stiamo elaborando la vostra richiesta.
Ti preghiamo di non chiudere né aggiornare la pagina.
La vista sul Foro Romano attraverso gli archi del Tabularium

All’interno del Tabularium, l’archivio romano su cui è stato costruito il museo

Undici archi in pietra risalenti al 78 aC sostengono i Musei Capitolini e si affacciano sul panorama più bello di Roma. Attraversarli è il modo migliore che un visitatore ha per avvicinarsi al funzionamento dello Stato romano.

Cosa distingue il Tabularium da tutto ciò che lo precede

È di gran lunga la struttura più antica ancora in piedi nel museo, più di mille anni più antico rispetto ai palazzi costruiti sopra di esso.

La sua galleria si estende undici campate di grandi archi in pietra di Gabine, che si ergono a circa 15 m dal livello del Foro.

Il nucleo è costituito da “opus caementicium”, il calcestruzzo romano, colato in una pianta trapezoidale che segue la forma della collina.

Ha funzionato così: un ponte magnifico, collegando le due sponde del Campidoglio attraverso la depressione che le separa.

Gli archivi si trovavano proprio ai piani superiori, che ormai non esistono più. Ciò che è rimasto è la struttura portante che li sosteneva.

Gli archi erano murato nel Medioevo quando l’edificio fu trasformato in una fortezza, e solo alcune sono state riaperte.

Il suo angolo gira intorno al Tempio di Veiovis, un tempio che risaliva già a due generazioni prima quando fu costruito il Tabularium.

Se si trattasse davvero dell’archivio di Stato è ancora oggetto di dibattito tra gli archeologi: l’identificazione si basa su un’iscrizione andata perduta da secoli.

Documenti, scolpiti nel bronzo e nella pietra

Rovine dell’antica Roma visibili dal complesso museale

Roma funzionava grazie ai documenti. Leggi, trattati, decreti senatoriali e atti dovevano esistere in qualche luogo concreto, e risalente al 78 aC, secondo cui in quel luogo sorgeva un edificio sul Campidoglio, pubblicato da Quinto Lutazio Catulo, nell’ambito dei lavori di ricostruzione successivi all’incendio sulla collina.

I documenti non erano cartacei. Gli atti pubblici venivano incisi su tavolette di bronzo, da cui deriva il nome dell’edificio, e per immagazzinarli erano necessari pavimenti abbastanza resistenti da sostenere un ingente quantitativo di metallo. la struttura ingegneristica che li sosteneva sopra un ripido pendio.

Quei piani superiori sono la parte che non è sopravvissuta. Ciò che rimane è la base, che si è rivelato molto più difficile da eliminare rispetto agli uffici per cui era stato costruito. La pianta trapezoidale segue il profilo della collina anziché quello tracciato sul tavolo da disegno, e i sotterranei al suo interno formano i terrazzamenti che hanno reso possibile la realizzazione di un piano archivistico livellato su un pendio così ripido.

Fortezza, Magazzino del sale, Fondazione

Piazza del Campidoglio e le facciate che si affacciano sul Tabularium

Nel Medioevo l’edificio aveva smesso di fungere da archivio per trasformarsi in una roccaforte. Il gli archi della galleria sono stati murati per trasformare l’edificio in una fortezza, e il Palazzo Senatorio fu costruito sui vecchi piani superiori, motivo per cui il municipio di Roma sorge ancora oggi su fondamenta repubblicane.

È proprio grazie a quel riutilizzo che tutto questo si trova qui. Un edificio pubblico romano lasciato incustodito su una collina nel centro della città sarebbe stato smantellato per ricavarne pietre nel giro di poche generazioni. Il fatto di essere utile gli ha permesso di restare in piedi, dapprima come fortezza e poi come sede del palazzo di qualcun altro.

Sono stati riaperti solo alcuni archi. Sono sufficienti a rendere la galleria riconoscibile come il passaggio coperto che era un tempo e a consentire nuovamente la vista verso l’interno. La volta che un tempo sostenevano è scomparsa, insieme alle colonne in pietra di Gabine e ai capitelli in travertino che la reggevano, per cui ciò che rimane appare come una struttura nuda piuttosto che come un’opera architettonica completa.

Musei Capitolini e Centrale Montemartini con video multimediale

In evidenza

Evita la fila grazie all’accesso prioritario a due importanti siti romani.

Esplora le vaste collezioni di opere d’arte e reperti al tuo ritmo.

Scopri un avvincente video multimediale sull’antica Roma.

Visita la mostra di sculture classiche allestita alla Centrale Montemartini in un contesto industriale.

Rivolgetevi all’ufficio di Touristation Aracoeli per ricevere assistenza.

Museo dell’Impero Romano (Museo Capitolino) + Esperienza multimediale sull’antica Roma

In evidenza

Accedi rapidamente ai Musei Capitolini senza fare la fila.

Scopri le mostre temporanee esclusive incluse nel tuo biglietto d’ingresso.

Guarda un’affascinante presentazione multimediale sull’antica Roma.

Rivolgetevi all’ufficio Touristation Aracoeli.

Approfitta di un’app con audioguida scaricabile dedicata a Roma.

Percorri il sentiero che collega i due palazzi

La maggior parte delle persone passa davanti al Tabularium senza fermarsi, poiché si trova lungo il percorso che collega il Palazzo dei Conservatori al Palazzo Nuovo. Vale la pena rallentare il passo all’altezza degli archi: Questa è la cosa più antica che si trova sulla collina e l’unica parte della visita dedicata all’architettura piuttosto che alla collezione.

Domande frequenti sul Tabularium

A cosa serviva il Tabularium?

Conservava i registri pubblici dello Stato romano: leggi, trattati, atti e decreti del Senato, incise su tavolette di bronzo. Le sale dell’archivio si trovavano ai piani superiori, che oggi non esistono più.

Quando fu costruito il Tabularium e da chi?

In 78 aC, ad opera di Quinto Lutazio Catulo durante il suo consolato, nell’ambito dei lavori pubblici intrapresi in seguito a un incendio divampato sul Campidoglio alcuni anni prima.

È possibile visitare il Tabularium?

Sì. Si trova lungo il percorso standard che collega i due palazzi principali, quindi è compreso nel normale biglietto d’ingresso al museo. Non c’è un ingresso separato dal Foro.

Cosa si vede dal Tabularium?

La sua galleria si affaccia sul Foro Romano, con il Palatino e il Colosseo sullo sfondo. Gli archi incorniciano il panorama, ed è per questo che questo è il punto più fotografato dei musei.

Cos’è il Tempio di Veiovis?

Un tempio dedicato a Veiovis, la giovane controparte infernale di Giove, consacrato nel 196 aC e inaugurato nel 192 aC. I suoi resti si trovano accanto al Tabularium, sotto il Palazzo Senatorio, e sono stati riscoperto solo nel 1939.

Perché il Tabularium è stato murato?

I suoi archi furono murati nel Medioevo, quando l’edificio fu trasformato in una fortezza, e il Palazzo Senatorio fu costruito sopra i piani superiori. Da allora è stata riaperta solo una parte del porticato.

È certo che il Tabularium fosse un archivio?

Non del tutto. L’identificazione deriva da un’iscrizione andata perduta da secoli, e alcuni archeologi ritengono invece che l’edificio fosse la sottostruttura di un grande tempio. Alcuni documenti militari romani risalenti agli anni Ottanta d.C. fanno effettivamente riferimento a un “Tabularium” in uso, il che costituisce l’argomento principale a sostegno del nome tradizionale.

Quanto è grande la galleria del Tabularium?

Il corridoio rimasto intatto si estende per circa 67 m e si erge a circa 15 m sopra il livello del Foro, con undici campate ad arco lungo tutta la sua lunghezza.

Questo sito web vende i biglietti ufficiali per questo locale. Si prega di notare, tuttavia, che non è il sito ufficiale del locale.

Le immagini e i video di questo sito web possono contenere elementi visivi creati o migliorati utilizzando la tecnologia AI. Sono forniti solo a scopo illustrativo.