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Biglietti per Roma Museo Capitolino La lupa capitolina
La lupa capitolina

La lupa capitolina: il bronzo che sta dietro al mito della fondazione di Roma

La Lupa Capitolina è la statua in bronzo raffigurante la lupa che allatta Romolo e Remo, simbolo della città di Roma da tempi immemorabili. Questa pagina è dedicata alla statua stessa: al suo mito, alla sua sorprendente età reale e a dove trovarla all’interno dei Musei Capitolini. Per la storia completa del museo e della collezione, consulta la nostra <strong>a proposito di</strong> pagina; per gli orari di apertura o Come arrivare, consulta le nostre pagine dedicate ai visitatori.

Perché la Lupa Capitolina è ancora importante

Uno dei simboli più riconoscibili di Roma, riprodotto da secoli su monete, stemmi e sigilli cittadini.

Risalente al quinto secolo aC e attribuita agli etruschi, finché la scienza non ha dimostrato il contrario.

Le analisi al radiocarbonio e alla termoluminescenza consentono ora di datare il bronzo stesso al periodo medievale, non l’antichità.

I gemelli, Romolo e Remo, furono realizzati separatamente e aggiunti circa mille anni dopo il lupo.

Gli scrittori antichi descrivevano un lupo di bronzo più antico, colpito da un fulmine nel 65 aC: una statua che questa quasi certamente non è.

La sua immagine ha accompagnato l’identità civica di Roma nel ventesimo secolo, a partire dal Olimpiadi del 1960 emblema dello stemma della AS Roma.

Ne esistono repliche in città di quasi tutti i continenti, inviate in dono dal governo italiano nel corso dell’ultimo secolo.

Il mito che si cela dietro il bronzo

La lupa capitolina

Secondo la tradizione romana, il re Numitore di Alba Longa fu deposto dal fratello Amulio, il quale ordinò che i nipotini di Numitore, Romolo e Remo, gettati nel Tevere per eliminare eventuali futuri rivali. Il fiume trasportò i gemelli in salvo nei pressi del Palatino, dove una lupa li trovò e li allattò in una grotta che in seguito sarebbe stata conosciuta come la Lupercal.

Un pastore di nome Faustulo scoprì i gemelli e li allevò come se fossero figli suoi. Una volta cresciuti, Romolo e Remo rovesciarono Amulio, riportarono al potere Numitore e partirono per fondare una città tutta loro nel luogo in cui la lupa li aveva salvati, una storia delle origini che i romani continuavano a raccontare, attraverso monete e sculture, anche secoli dopo.

Il lupo di bronzo che allattava due bambini umani è diventato l’immagine simbolo che ha dato vita a questa storia, indipendentemente dal momento in cui sia stata effettivamente fusa una specifica statua raffigurante tale scena.

Un simbolo antico, un mistero medievale

Simbolo della Lupa Capitolina

Gli scrittori antichi ci danno motivo di ritenere che sul Campidoglio si erga un lupo di bronzo da molto prima di quello oggi esposto. Cicerone scrisse che una statua dorata della lupa che allattava i gemelli fu colpita da un fulmine nel 65 aC e, per secoli, gli storici hanno ritenuto che il bronzo giunto fino a noi fosse proprio quella statua, indicando come prova il danno presente su una delle sue zampe.

Le analisi al radiocarbonio condotte presso l’Università del Salento nel 2007, confermate dall’analisi termoluminescente nel 2021, hanno datato il bronzo a un periodo compreso tra 1021 e 1153 dC, con circa mille anni di ritardo per poter essere il lupo di Cicerone. A quanto pare, i danni alla zampa derivavano più probabilmente da un difetto nel processo di fusione medievale che da un fulmine.

Ciò significa che il lupo originario, colpito da un fulmine, è andato perduto nella storia, mentre la statua oggi conservata nel museo ne è la discendente medievale, realizzata da mani di cui nessuno ha tramandato il nome. Una teoria più antica, che attribuiva l’opera allo scultore etrusco Vulca di Veio, è stata abbandonata insieme alla datazione antica.

Come sono stati aggiunti i gemelli

Biglietti per i Musei Capitolini - Lupo

A quanto pare, la lupa non è sempre stata raffigurata insieme a Romolo e Remo. I due neonati che allattava sotto di lei furono realizzati separatamente e aggiunti alla composizione intorno al 1471, molto probabilmente opera dello scultore fiorentino Antonio del Pollaiuolo.

Quella data non è una coincidenza: il 1471 è lo stesso anno in cui papa Sisto IV donò il lupo, insieme allo Spinario e ai frammenti di una colossale statua in bronzo di Costantino, al popolo di Roma, dono a cui oggi si attribuisce la fondazione dei Musei Capitolini. L’aggiunta dei gemelli in quel momento trasformò un semplice bronzo raffigurante un animale in un simbolo inconfondibile della storia della fondazione della città stessa, proprio nel momento in cui veniva esposto al pubblico per la prima volta.

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Sei pronto a vedere di persona la Lupa Capitolina?

Un bronzo medievale scambiato per un’opera antica, che racchiude un mito più antico della stessa Roma.

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Domande frequenti sulla Lupa Capitolina

Dove si trova la Lupa Capitolina?

La statua è esposta nel Sala della Lupa (Sala del Lupo) all’interno del Palazzo dei Conservatori, uno dei due edifici che compongono i Musei Capitolini a Roma.

Qual è la storia della Lupa Capitolina?

Raffigura la lupa che, secondo la leggenda romana, trovò e allattò i gemelli abbandonati Romolo e Remo dopo che erano stati gettati nel Tevere: il mito fondatore della città di Roma.

Quanti anni ha la statua della Lupa Capitolina?

Il lupo di bronzo stesso fu fuso tra il circa 1021 e 1153 dC, un’opera medievale, sebbene per molto tempo si sia ritenuto che fosse di origine etrusca e più antica di migliaia di anni. I gemelli ai suoi piedi furono aggiunti separatamente intorno al 1471.

Chi ha realizzato la Lupa Capitolina?

L’autore della scultura è sconosciuto. Una teoria più datata attribuiva l’opera all’artista etrusco Vulca di Veio, ma tale attribuzione presupponeva una datazione antica che le analisi al radiocarbonio hanno nel frattempo escluso. I gemelli sono solitamente attribuiti allo scultore rinascimentale Antonio del Pollaiuolo.

La Lupa Capitolina è la stessa statua citata dagli scrittori romani dell’antichità?

Probabilmente no. Cicerone descrisse un lupo di bronzo colpito da un fulmine in 65 aC, e per anni gli storici hanno collegato quel racconto a un segno presente sulla zampa di questa statua. La sua datazione medievale dimostra che non può trattarsi della stessa statua, quindi quella descritta da Cicerone sembra essere andata perduta.

È possibile acquistare una replica della Lupa Capitolina?

Le riproduzioni sono in vendita nei negozi di souvenir e presso i commercianti di sculture, mentre l’Italia ha donato repliche ufficiali a grandezza naturale a città quali Cincinnati, Bucarest e Chișinău. L’originale non è in vendita e rimane esposto in modo permanente a Roma.

Quanto è grande la statua della Lupa Capitolina?

I supporti in bronzo 75 cm di altezza e 114 cm di lunghezza, più grande del naturale per una figura animale di questo tipo.

Perché la Lupa Capitolina è importante per la Roma di oggi?

È uno dei simboli più riprodotti della città, utilizzato sull’emblema delle Olimpiadi di Roma del 1960 e sullo stemma della squadra di calcio dell’AS Roma, e la sua immagine è stata inviata come dono diplomatico a città di diversi continenti.

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